Quid Est Veritas: la rivoluzione teologica di Francesco - Iperdiario di Luca Romanelli

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Quid Est Veritas: la rivoluzione teologica di Francesco

Le mie idee > Vita Ecclesiale

Il senso di gioiosa liberazione che da l'ascolto di Papa Francesco rispetto alla spenta pesantezza di tante omelie e documenti ecclesiali ha una radice teologica profonda, di cui l'idea di Verità è parte essenziale. L'esortazione Evangelii Gaudium ne contiene, in diversi punti, un "profilo" che possiamo riassumere così:

1. La Verità cristiana non è concettuale
. Nessuna idea o sistema metafisico possono catturarla.  Anzi è opportuno che le sue interpretazioni razionali siano multiple, perché "le diverse linee di pensiero filosofico, teologico e pastorale, se si lasciano armonizzare dallo Spirito nel rispetto e nell'amore, possono far crescere la Chiesa, in quanto aiutano ad esplicitare meglio il ricchissimo tesoro della Parola (40) ". Infatti " La Parola ha in sé una potenzialità che non possiamo prevedere. Il Vangelo parla di un seme che, una volta seminato, cresce da sé anche quando l'agricoltore dorme (cfr Mc 4,26-29). "La Chiesa deve accettare questa libertà inafferrabile della Parola, che è efficace a suo modo, e in forme molto diverse, tali da sfuggire spesso le nostre previsioni e rompere i nostri schemi" (22).

2. La Verità è Vita che si manifesta storicamente nella sua incarnazione
. Come la rivelazione piena di Dio avviene solo attraverso la persona di  Gesù Cristo,  "La realtà è superiore all'idea. Questo criterio è legato all'incarnazione della Parola e alla sua messa in pratica: " in questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio " (1 Gv 4,2). Il criterio di realtà, di una Parola già incarnata e che sempre cerca di incarnarsi, è essenziale all'evangelizzazione (231)". Non a caso Gesù non ha lasciato scritto niente: né un Corano né le sue Tavole della Legge. Ha parlato per segni e parabole, a volte con paradossi e metafore, che sono risuonati in modo personale nei cuori di chi lo ascoltava. Soprattutto, ha centrato la sua missione sulla "la bellezza dell'amore salvifico di Dio (35)", manifestandola con i miracoli, l'amore incondizionato per i suoi, la libera accettazione della passione, la resurrezione.

3. La Verità è Via
. "Io sono la Via, la Verità e la Vita" dice Gesù nel Vangelo di Giovanni. La Verità si fa strada nelle nostre vite e nella storia con gradualità, spesso in maniera problematica. "Il seminatore, quando vede spuntare la zizzania in mezzo al grano, non ha reazioni lamentose né allarmiste. Trova il modo per far sì che la Parola si incarni in una situazione concreta e dia frutti di vita nuova, benché apparentemente siano imperfetti o incompiuti (24)"

Le conseguenze per la pastorale
sono chiare. Il Papa sogna una "..Chiesa "in uscita"  (come) comunità di discepoli missionari che prendono l'iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano;  (una Chiesa che) vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell'aver sperimentato l'infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva (24). Quindi "una pastorale in chiave missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine (35)".  "La Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c'è posto per ciascuno con la sua vita faticosa (47)" . Non deve essere "preoccupata di essere il centro e (finire)  rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti (49)".

Francesco invita tutti "ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità (33)". Perché "a volte, ascoltando un linguaggio completamente ortodosso, quello che i fedeli ricevono, a causa del linguaggio che essi utilizzano e comprendono, è qualcosa che non corrisponde al vero Vangelo di Gesù Cristo (41)" e "ci sono norme o precetti ecclesiali che possono essere stati molto efficaci in altre epoche, ma che non hanno più la stessa forza educativa come canali di vita (43)".

Una Chiesa, insomma, che si lascia giudicare da un criterio autentico di Verità, secondo cui essa si manifesta dai suoi frutti: la libertà, la dignità, il senso di pienezza e la capacità di dono di chi la accoglie. Se queste mancano nelle comunità, nelle liturgie, nelle vite personali non c'è ortodossia che tenga.


Luca Romanelli 14.1.2014

 
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