Notizie da Nettuno: la sinistra ed il Jobs Act - Iperdiario di Luca Romanelli

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Notizie da Nettuno: la sinistra ed il Jobs Act

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Dal lontano pianeta Nettuno, dove vive sin dalla campagna elettorale del 2013, Pierluigi Bersani non riesce a cogliere che un contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, senza possibilità di reintegro ma con un indennizzo certo in caso di assenza di giusta causa, è per molti giovani un’opportunità e non una condanna.
Ultimamente infatti i neoassunti si vedono offrire contratti a termine o altre forme di collaborazioni precarie prive di ogni tutela, che l’introduzione del contratto unico del Jobs Act potrebbe finalmente spazzare via.
La sinistra "storica" in Italia non riesce a cogliere nemmeno come si è di sinistra in una società globale dove la crescita è trainata dall’innovazione. Se essere di sinistra vuol dire soprattutto lottare perché tutti abbiano le stesse opportunità, allora in un’economia dove il cambiamento continuo e l’accorciamento del ciclo di vita delle imprese sono la regola bisogna puntare sull’adattamento della forza lavoro piuttosto che sulla mummificazione dell’esistente.
Le mummie conservano l’apparenza, ma se le sfiori si dissolvono rapidamente. Il sistema economico italiano si è rivelato pericolosamente simile in questa crisi.
Insistere su istituti come il reintegro, la cassa integrazione prolungata in aziende chiaramente decotte o i contratti di solidarietà per "lavorare meno ma tutti" significa ostinarsi in una resistenza dannosa in primo luogo per chi lavora, perché sottrae risorse a quello che veramente serve e manca in Italia: un sistema pubblico-privato di sostegno al reddito e riqualificazione dei disoccupati.
Che senso ha per chiunque abbarbicarsi ad un posto di lavoro in un ambiente ostile se si dispone di una rete di protezione che aiuti a trovare un’alternativa migliore, anche a spese di chi licenzia ingiustamente? Che senso ha, come è successo nella mia, fingere per due anni che un’azienda non chiudere, tenendo decine di persone nell’ozio (o nel nero) quando potevano rendersi disponibili per lavori produttivi o attività di formazione? Conviene in questa fase  imporre il fardello dell’inamovibilità di un lavoratore scelto male ad imprese che rischiano su nuovi prodotti o mercati?
Non è un caso che uno come Landini, che certamente è più a sinistra di Bersani, accetti la sfida del Jobs Act con maggiore disponibilità di certa burocrazia sindacale che prospera  sull’amministrazione dei sussidi. Landini sa che la prima tutela dei suoi metalmeccanici è la sopravvivenza delle imprese, condannate a morire se non innovano e se non investono.

19.9.2014


 
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