Don Vinicio e il welfare comunitario - Iperdiario di Luca Romanelli

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Don Vinicio e il welfare comunitario

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Pochi fermani si rendono conto delle eccellenze che il loro fazzoletto d’Italia produce, a parte il ciavuscolo. La Comunità di Capodarco, diretta da don Vinicio Albanesi, è una di queste, punto di riferimento per dimensione e qualità del terso settore del Paese. Al suo interno Redattore Sociale, guidata dall’ottimo Stefano Trasatti, è l’agenzia di stampa che alimenta le maggiori testate nazionali sui temi sociali.
Capodarco non solo produce servizi ai più disagiati, ma anche riflessioni utili alla politica ed al mondo della comunicazione, organizzate intorno a momenti strutturati, come il Premio Anello Debole, i seminari nazionali con la stampa, numerosi convegni, tra cui uno tenutosi oggi a P.S. Elpidio.
Don Vinicio, passata la soglia dei 70, ha sviluppato una presbiopia visionaria che si interroga sul futuro del welfare in Italia, messo in agenda finalmente anche dal Governo Renzi. Il dato di partenza è l’insostenibilità, per un paese che invecchia e cresce poco, dell’attuale modello, che vede lo Stato pianificare burocraticamente la maggior parte dei servizi, spesso in modi assistenzialisti o peggio che "sanitarizzano" e contribuiscono a cronicizzare il disagio sociale.
La soluzione è un sistema incentrato sulle partecipazione attiva della società civile, con le organizzazioni non profit a guidare i processi di innovazione ed adattamento ai bisogni emergenti. Tra questi "la solitudine degli anziani, il dramma della non autosufficienza, il "dopo di noi" per i gravi disabili, i complessi problemi delle famiglie separate, il disagio minorile, le tensioni legate ai processi migratori, le difficoltà di integrazione di particolari minoranze etniche".
«Cohousing, reti di solidarietà di condominio, di vicinato o di quartiere, impresa sociale e agricoltura solidale» sono esempi del nuovo modello, insieme alla gestione comunitaria di beni comuni, agli incentivi ai comportamenti donativi ed alla costruzione di reti relazionali forti tra cittadini. Si pensa a forme di "servizio civile" non solo per i giovani ma anche per disoccupati e pensionati. Nuove figure come "l’imprenditore civico" sono chiamate ad mettere in rete ed organizzare energie e risorse. Per crearle occorre uno sforzo formativo inedito in Italia.
La Comunità di Capodarco propone gli "Stati Generali" del Terzo Settore ed il Rotary, che fa del servizio la sua ragion d’essere, non potrà mancare all’appuntamento.

14 Giugno 2014


 
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