Iperdiario di Luca Romanelli

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I "governi del popolo" al servizio del capitale

In un recente post su Facebook una cara amica paragona la rivolta populista in atto in Italia (e in tutto l’Occidente in verità) alla Rivoluzione Francese. In entrambi i casi, dice, assistiamo a un popolo oppresso che si ribella al potere costituito.
La tesi è suggestiva, ma io ne darei una lettura completamente opposta.
Nella Francia di fine ‘700 la classe borghese emergente manovrò abilmente il popolino, sobillandone la rabbia per secoli di servitù, per fargli fare il lavoro "sporco" e mandare alla ghigliottina l’ancien regime. La situazione le scappò di mano nel periodo del Terrore, dove tribuni come Roberspierre rischiarono mandare tutto all’aria, gettando il paese nel caos e consegnandolo alle potenze lealiste. Finchè arrivò Napoleone a consolidarne il potere in chiave autoritaria ed imperialista.  (segue)




Aforismi

Pro Veritate Adversa Diligere
il motto del Card. Martini

Le argomentazioni non convincono.
J.L. Borges, dalle Lezioni Americane, sul potere della metafora

Contradictio est regula veri, non contradictio falsi
G.F. Hegel

E' pericoloso mettere un libro nelle mani di un ignorante, così come mettere una spada nelle mani di un bambino.
da un Padre della Chiesa

Dalla dissonanza della vita ho tratto un limpido ricordo.
dalla foto ricordo del caro amico Marco


Chi dice no all'Europa spalanca le porte all'immigrazione

Si stima che entro il 2050 la popolazione dell’Africa crescerà di un miliardo e duecento milioni.
Non c’è maniera che la crescita economica del continente possa sostenere i nuovi arrivati, specie se si considera l’arretratezza sociale di quasi tutti i suoi paesi.

Fame e povertà sono infatti moltiplicati dalla disuguaglianza e dall’oppressione che elite senza scrupoli esercitano sulla gran parte della popolazione. Masse enormi di giovani senza opportunità, specie i più istruiti, premeranno sui nostri confini. E’ pura illusione pensare di fermarli con gli strumenti attuali. (segue)


Critica all'ideologia della rete

Nell’800 Karl Marx criticava, non senza ragione, l’ideologia borghese perché mascherava, dietro gli ideali di libertà ed uguaglianza universale, il dominio di una classe sociale fondato proprio sulla negazione di tali valori, attraverso la prassi del monopolio, della soppressione effettiva della concorrenza e del controllo della rappresentanza politica.

Qualcosa di simile si sta verificando oggi nell’era della rete, nelle sue varie e sempre più dominanti espressioni: i mercati virtuali online, le piattaforme di comunicazione e dibattito politico fino alla creazione di valute (o criptovalute) e, in prospettiva, istituzioni che possono prescindere dalla sovranità e dal diritto statale grazie alla tecnologia del blockchain. (segue)



Senso, mistero e dono nella spiritualità giovanile

"Voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha", canta Vasco Rossi. E tutti vorremmo trovarlo questo senso, specie i giovani tra noi, nell’immaginare il loro progetto di vita.
Tutto congiura contro: la cultura occidentale, da Nietzsche in poi, "ha abolito il sopra e il sotto", la tecnica ci seduce e abbandona con le sue conquiste eccitanti ma provvisorie, il consumismo con illusorie scariche di adrenalina e piacere.(segue)

Quid Est Veritas?

Il senso di gioiosa liberazione che da l'ascolto di Papa Francesco rispetto alla spenta pesantezza di tante omelie e documenti ecclesiali ha una radice teologica profonda, di cui l'idea di Verità è parte essenziale.
L'esortazione Evangelii Gaudium ne contiene, in diversi punti, un "profilo" che possiamo riassumere così: segue

 
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